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Novembre 23, 2023

Quali sono gli standard di videosorveglianza delle attività commerciali in Italia

Le troviamo presso i privati, ma anche nelle aziende come i negozi. Le telecamere di sicurezza offrono numerosi vantaggi per garantire la sicurezza dei beni e delle persone. Scopri quali sono le norme relative alla videosorveglianza nei negozi in Italia.

Telecamere che soddisfano i requisiti di sicurezza

In caso di installazione in un luogo frequentato dal pubblico, il sistema deve essere conforme alle norme stabilite dal D.Lgs. n. 196/2003 e dal Provvedimento Generale dell’Autorità Garante dell’8 aprile 2010. È obbligatoria l’autorizzazione della prefettura prima di qualsiasi implementazione di telecamere di sorveglianza. Se il progetto di videosorveglianza riguarda un luogo non aperto al pubblico, come una sala delle casseforti o un’abitazione privata, la legge non impone alcuna dichiarazione fintanto che le telecamere «siano idonee a riprendere solo aree di propria esclusiva pertinenza». 

Informare della presenza di telecamere

Per strada, all’interno di un negozio, nei locali aperti al pubblico: in tutti questi luoghi, le persone devono essere consapevoli di essere potenzialmente filmate attraverso un’insegna, un logo o qualsiasi altro mezzo. 

Norme tecniche in continua evoluzione 

Con l’evoluzione delle esigenze di sicurezza, le immagini catturate dagli apparecchi di videosorveglianza beneficiano oggi dell’alta definizione, sia di giorno che di notte. Questo miglioramento della qualità dei flussi video è compatibile con le norme stabilite nel Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR). In Veesion, abbiamo progettato un software per la rilevazione di comportamenti sospetti che potrebbero potenzialmente danneggiare beni o persone. I nostri impegni legali legati alla videosorveglianza tramite IA sono chiari: nessun utilizzo dei dati raccolti e nessun trattamento dei dati biometrici.

Quali precauzioni prendere durante l’installazione del dispositivo?

Per installare un dispositivo di videosorveglianza è necessario osservare diversi accorgimenti.

Rispetto della privacy

Secondo il codice in materia di protezione dei dati personali, il rispetto della privacy dei dipendenti e dei clienti è tra gli obblighi delle persone che gestiscono un sistema di videosorveglianza. È vietato filmare le persone al loro posto di lavoro, eccetto in determinate circostanze particolari (ad esempio, in caso di operazioni di manipolazione di denaro). Le aree di riposo e pausa, i bagni, le cabine di prova, i locali sindacali o gli uffici dei rappresentanti del personale non devono essere filmati. Dipendenti e clienti devono essere informati dell’esistenza delle telecamere almeno mediante avvisi.

Stabilire chi ha accesso alle immagini

Le riprese non possono essere liberamente consultate. Prima di qualsiasi progetto di installazione di videosorveglianza, è obbligatorio definire chi avrà accesso alle immagini provenienti dalle registrazioni. Può trattarsi del datore di lavoro o di un’altra persona dell’azienda, a condizione che quest’ultima sia formata e autorizzata ad accedere alle immagini. Se il sistema di videosorveglianza è accessibile a distanza, l’accesso dovrà essere protetto.

Stabilire per quanto tempo conservare le immagini

In genere, il periodo standard di conservazione delle immagini è di 24 ore. Tuttavia, in alcuni casi, come per esigenze di sicurezza o in seguito a specifici eventi (ad esempio, furti o altri incidenti), questo periodo può essere esteso. In caso di indagini su reati o per esigenze di sicurezza documentate, le immagini possono essere conservate per periodi più lunghi. Queste eccezioni devono essere giustificate e documentate. Dopo il periodo di conservazione, le immagini devono essere cancellate o rese anonime

Quali sono le formalità da tenere in considerazione?

Le formalità legate all’installazione e all’esercizio di un sistema di videosorveglianza variano in base alla natura dei luoghi filmati. 

Le formalità relative ai luoghi non aperti al pubblico

Se l’installazione delle telecamere riguarda luoghi non aperti al pubblico, come magazzini o spazi di stoccaggio, in Italia, il sistema di videosorveglianza è comunque soggetto a normative specifiche. Anche se non richiede l’autorizzazione preventiva del Garante per la Protezione dei Dati Personali, il datore di lavoro deve comunque rispettare i principi del GDPR e del Codice Privacy. 

Gli adempimenti relativi ai luoghi aperti al pubblico

Se il sistema di sorveglianza filma luoghi aperti al pubblico, è obbligatoria una richiesta di autorizzazione. Un modulo può essere ritirato in prefettura o scaricato dal sito internet del Ministero dell’Interno. Il dossier è prima esaminato dalla Commissione dipartimentale di videoprotezione. Se il progetto è validato, entro un termine massimo di 3-4 mesi, viene trasmesso alla prefettura per l’autorizzazione finale. In questo caso, il sistema di sorveglianza (natura del dispositivo, scelta delle telecamere, ubicazioni, ecc.) deve essere dichiarato alla prefettura dal richiedente prima della messa in servizio del dispositivo.

L’autorizzazione prefettizia per l’installazione e l’esercizio di un sistema di videosorveglianza è valida per 5 anni ed è soggetta a una richiesta di rinnovo. 

Se il sistema scelto non ha la capacità di registrazione e di archiviazione delle immagini, l’obbligo di dichiarazione non si applica.

Come inviare una richiesta di autorizzazione per l’installazione di un sistema di videosorveglianza?

Il dossier per la richiesta di autorizzazione per un dispositivo di videoprotezione comprende un modello di avviso previsto per informare il pubblico della presenza di telecamere, nonché un questionario che attesta la conformità del sistema di videosorveglianza alle norme tecniche, o in alternativa un attestato di certificazione dell’installatore del dispositivo di videosorveglianza.

Se il sistema include più di 7 telecamere di sorveglianza, un rapporto di presentazione accompagnato da un piano dettagliato dell’installazione dovrà essere allegato al dossier. In caso di installazione di videosorveglianza sulla via pubblica, sarà richiesto un piano di massa.

Per eseguire questa procedura amministrativa, esistono due possibilità:

Quali sono i rischi e i rimedi in caso di mancato rispetto delle normative?

L’implementazione e l’uso di un sistema di videosorveglianza senza autorizzazione è punito dal codice penale. Il legislatore ha previsto in maniera chiara che il mancato rispetto della norma in materia di video-sorveglianza è punito con ammenda da € 154 a € 1.549 o arresto da 15 giorni ad un anno (art. 38 della legge n. 300/1970), salvo che il fatto non costituisca reato più grave.

Se un sistema di videosorveglianza non rispetta la normativa in vigore, è possibile rivolgersi a diverse istanze:

  • Garante per la Protezione dei Dati Personali;
  • Servizi dell’Ispettorato del Lavoro;
  • Polizia o Carabinieri;
  • Autorità Giudiziaria;
  • Enti locali.

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